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Quello che non si vede

Oggi ho lasciato che un ricordo bussasse alla mia porta.

Era un’immagine lontana, quasi sbiadita: un odore, un colore, un frammento di infanzia. L’ho seguito senza opporre resistenza e da lì è nato un quadro.

Mi sono resa conto che l’arte sa custodire i ricordi e trasformarli in nuove forme, come se la memoria avesse bisogno di un corpo per farsi vedere.

Ogni passo, piccolo o grande, è stato un modo per avvicinarmi un po’ di più a quella parte di me che crea senza paura.

Ho capito che non serve arrivare a un risultato perfetto: conta il processo, l’attenzione, la disponibilità ad accogliere quello che nasce.


Vorrei che chi legge questo spazio portasse con sé un pensiero: ogni giorno c’è un frammento di bellezza che ci aspetta, e spesso si nasconde proprio dove non guardiamo.

 
 
 

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