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Nel vuoto che resta

Ci sono momenti, come quello che vivo ora, in cui tutto sembra allontanarsi.

Le parole, le persone, perfino i colori.

Resta solo un silenzio che non ha contorni, un vuoto che non si sa bene dove inizi e dove finisca. All’inizio quel vuoto fa paura, sembra un’assenza.

Poi, se lo guardo senza cercare di riempirlo, si trasforma.

Diventa uno spazio dove le cose possono finalmente prendere forma da sole.

Senza spiegazioni, senza intenzioni.

Quando dipingo da lì, da quel punto sospeso, non c’è più niente da dimostrare.

Non c’è un risultato da raggiungere, né un pensiero da tradurre.

C’è solo un gesto che nasce, un colore che si apre, una presenza che si manifesta nel silenzio. Forse la solitudine non è isolamento, ma un ritorno all’essenziale.

Un punto d’origine.

Una stanza interiore dove l’anima respira e la pittura trova la sua voce più vera.

 
 
 

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