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Il valore del silenzio e dell’isolamento nella crescita personale e artistica

Ci sono momenti in cui sentiamo il bisogno di fermarci, di allontanarci dal frastuono quotidiano, dai ritmi veloci, dalle notifiche che suonano senza sosta. Momenti in cui diventa necessario scegliere il silenzio, l’isolamento, il tempo lento.

Di recente ho vissuto tre giorni in un eremo, partecipando a un ritiro che prevedeva una conferenza dedicata al tema del “volere” e dell’essere. Non si trattava solo di ascoltare, ma di vivere pienamente un’esperienza: ho scelto di stare lontana da Internet, dal telefono, dai social, persino dalle parole superflue. Ho abbracciato il silenzio, lasciandomi guidare dall’ascolto profondo e dalla concentrazione interiore.

Questa pausa mi ha insegnato che leggere, approfondire e restare anche “fuori dal mondo” per un po’ non significa fuggire, ma creare lo spazio necessario per crescere. È un salto: un passaggio che apre a una nuova visione, a una consapevolezza che si riflette inevitabilmente anche nella mia ricerca artistica.

Porto con me la certezza che questo tempo sospeso, fatto di silenzio e interiorità, sarà fertile. È un seme che darà frutti, non solo nel mio modo di vedere, ma anche nel mio modo di creare.


 
 
 

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