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Il silenzio che nutre



Altre volte dopo la prima pennellata, ho sentito il bisogno di fermarmi. Non per paura di sbagliare, ma per ascoltare.

Il silenzio non è vuoto, è un terreno fertile.

In quel momento ho percepito che le immagini non arrivano sempre subito: hanno bisogno di spazio, come i semi sotto terra che aspettano la stagione giusta per germogliare.

Restare in silenzio davanti a una tela bianca è un esercizio difficile ma prezioso.

È lì che impari ad osservare: la luce che entra da una finestra, una piega sul tavolo, il profilo di una foglia. Tutto può diventare traccia, segno, inizio. A volte un' immagine prende forma da una visione che non appartiene al mondo tangibile ma a quello interiore sospeso tra sogno e visione. Così l'arte diventa ponte fra il reale e l'irreale capace di custodire i ricordi e, al tempo stesso, di dare corpo a ciò che non è mai esistito, se non nella mente e nell'anima.


 
 
 

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