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Passione o naturalezza?

Quando dipingo entro in uno spazio in cui dimentico tutto: il tempo, le preoccupazioni, le voci del quotidiano. Ma questo mi porta spesso a interrogarmi: ciò che sento è davvero passione o semplicemente la naturalezza di un gesto che mi viene facile?

La passione, di solito, è fuoco, è tensione, è desiderio che spinge anche quando costa fatica. La facilità invece è come un fiume che scorre senza incontrare ostacoli, un fluire leggero e spontaneo. Io mi muovo tra queste due dimensioni: da un lato l’istinto che mi porta a dipingere senza sforzo, dall’altro la ricerca di senso e di profondità che solo il cuore può dare.

Forse la verità sta proprio nell’incontro tra testa e cuore. La mano sa già cosa fare, ma è il cuore che decide se quel gesto diventa vivo, se quel colore riesce a parlare, se quel segno diventa emozione condivisa.

Dipingo e dimentico tutto, sì. Ma in quello smarrimento non c’è vuoto: c’è piuttosto una forma di presenza totale, dove la tecnica incontra la passione, e dove io stessa mi riconosco.

 
 
 

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