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Dipingere senza disegno: il mio modo di creare

Quando inizio un quadro non parto mai da un disegno preparatorio. Quello che mi guida non è lo schema, ma l’intenzione di cogliere un’essenza, qualcosa che sento e che provo a trasmettere in modo diretto e intuitivo.

Il mio lavoro prende forma attraverso pennellate immediate, che formano il soggetto sulla tela così come mi appare, senza mediazioni. In questa prima fase scelgo direttamente le tinte e i colori, coprendo tutta la superficie: è come se il quadro avesse bisogno di respirare subito nella sua totalità.

Solo in un secondo tempo inizio a dare rilievo, a far emergere i volumi, a forzare i contrasti e a riprendere alcune parti che già erano state tracciate. È un processo che spesso richiede due o tre passaggi, un dialogo continuo con la tela, fino a quando l’opera non trova il suo equilibrio.

Per me dipingere significa questo: lasciar fluire l’intuizione, seguire il colore, permettere che la forma emerga gradualmente, senza ingabbiarla in uno schema prestabilito.

 
 
 

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